Coppedè, la gemma Art déco di Roma

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Sapevi che Roma, come Barcellona, ospita un quartiere in stile art déco? Seppur meno famoso di quello catalano, anche il quartiere Coppedè è un tripudio di decori fantasiosi e architetture bizzarre che meritano senza dubbio una visita.

La zona prende il nome dall’architetto genovese che la progettò, Gino Coppedè, e si trova nel quartiere Trieste, tra piazza Buenos Aires e via Tagliamento; è un’area talmente viva e trafficata che forse, passandoci, non hai mai avuto occasione di ammirarne con calma l’architettura. Eppure ne vale la pena: dietro quegli edifici eleganti c’è una storia interessante, resa ancora più particolare dall’estro di chi l’ha immaginata.

Coppedè fu pensato come un quartiere residenziale per la borghesia, doveva essere elegante e di rappresentanza, al punto tale che alcuni edifici hanno il nome di Palazzo degli Ambasciatori, e ospitano tuttora due ambasciate, quella della Bolivia in via Brenta e quella del Sudafrica in via Tanaro. Non si tratta però di un’eleganza convenzionale, dal momento che unisce il gusto Art déco di inizio novecento con il barocco romano, il manierismo e diverse suggestioni medievali: potrai scorgere torrette, piccole logge e decorazioni che ti faranno pensare all’epoca cavalleresca.

Anche i nomi ti ricorderanno tempi mitici, come il Villino delle Fate, una costruzione eclettica in cui tutto, dalle decorazioni alla vegetazione circostante, passando alla varietà di materiali utilizzati, contribuisce a farti sentire in un sogno surreale. D’altronde, tra le molte ispirazioni di Coppedè c’era anche il cinema, al punto che l’arco d’ingresso a Piazza Mincio potrebbe sembrarti già visto: è infatti la riproduzione di una delle scenografie del film Cabiria. Il cuore del quartiere è proprio Piazza Mincio, al centro della quale spicca la Fontana delle Rane. Il nome si deve alle decorazioni in marmo che ritraggono diverse rane intente a “sputare” gli zampilli d’acqua; se guardi attentamente, sul bordo potrai notare anche una piccola ape, omaggio dell’architetto alla più famosa Fontana delle Api di Piazza Barberini.

La prossima volta che passi da queste parti, concediti un po’ di il tempo per ammirare le architetture del quartiere, una delle tante perle che Roma si diverte a nascondere in mezzo alle sue meraviglie più famose.

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