Il Quadraro, una perla nascosta ricca di storia, cultura e street art

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Roma è una città dalle mille anime, dove quartieri eleganti convivono con le antiche borgate. Spesso ignorate dai turisti, questi quartieri di Roma nascondono un tesoro di storia, arte e cultura. Vuoi aprire uno di questi scrigni? Ti basta prendere la linea A della metropolitana e scendere alla fermata Porta Furba/Quadraro.

Oggi, qui, hai di fronte una borgata dalle mille facce, che sembra divisa a metà: da un lato il Quadraro Vecchio, un paese nella città, silenzioso e quasi fuori dal tempo; dall’altro la periferia metropolitana, trafficata e vivace che pulsa intorno alle grandi strade come Via Tuscolana o la parallela Viale dei Consoli. Durante la seconda guerra mondiale il quartiere si era guadagnato il soprannome di Nido di Vespe, in quanto covo antifascista e ribelle all’occupazione tedesca. Non a caso, il 17 aprile 1944 fu colpito da uno dei più pesanti rastrellamenti nazisti, che deportò in Germania più di 900 uomini. Per quell’episodio, tuttora ricordato da un monumento nel Parco XVII Aprile 1944 e da una targa in Via dei Quintili, all’intero quartiere è stata attribuita la medaglia d’oro al valore civile.

Negli ultimi anni, il quartiere vecchio è stato riempito dalle opere di street art, raccolti nel M.U.Ro., Museo di Urban Art di Roma. Si tratta di un vero e proprio progetto di museo a cielo aperto, pubblico e gratuito, nato “dal basso” e realizzato da artisti italiani e internazionali.

I murales sono visitabili con tour guidati multilingue a piedi, ma anche con percorsi in bicicletta, organizzati dall’associazione Gazebike. Oppure puoi scoprirli passeggiando da solo per il Quadraro Vecchio, a partire da Via dei Lentuli, con l’opera di Diavù, e di Via Decio Mure, collegate dal tunnel sotto la salita di Via Tuscolana. I tocchi di colore ti sorprendono qua e là nelle strade intorno a Via dei Quintili, fra case basse e villini indipendenti stile Liberty. Più che una metropoli, queste vie ricorderebbero una cittadina di provincia di inizio Novecento, se non fosse per le tracce multietniche che testimoniano la presenza di varie comunità straniere, oggi presenti qui come in altri quartieri di Roma.

Qui puoi trovare ancora botteghe storiche, come norcinerie e caffè, lontani dal caos del quartiere nuovo, costruito negli anni del boom per collegare il Quadraro a Cinecittà: la vita della periferia si concentra intorno agli affollati mercati rionali, come quello di piazza dei Tribuni e, soprattutto, quello storico, oggi al coperto, di Viale Spartaco. Negli anni Sessanta questo stesso mercato si trovava all’aperto, nell’attuale Via Lucio Sestio, e fu scelto da Pasolini, narratore delle borgate romane, come teatro di alcune scene del film Mamma Roma, con Anna Magnani.

Il Quadraro Vecchio sta vivendo da qualche anno una vera rinascita, grazie a eventi organizzati da associazioni culturali, come l’Officina Culturale Via Libera, e alla presenza di nuovi locali alternativi ma di tendenza, come il Grandma Bistrot. Fondato e gestito da un gruppo di giovani, il locale è un gioiellino nascosto in Via dei Corneli, colorato già dalle pareti esterne dell’edificio, in tema con la street art. Un’atmosfera informale e rilassata ti accoglie appena entri con i profumi della cucina già in attività. L’arredamento è moderno e vintage allo stesso tempo: legno naturale per i tavoli e le sedie, e colorato sulle pareti, ma quello che colpisce sono i dettagli. Come le tazze di coccio con il logo del bistrot, in cui si possono sorseggiare tè e tisane aromatizzate, servite insieme a dolcetti fatti in casa che profumano di forno, alle mandorle o al caffè e cioccolato, in base alla bevanda scelta. E mentre si avvicina l’ora di cena, il locale si riempie, soprattutto di giovani, e arriva il momento di lasciare il tavolo, con la voglia di tornare e assaggiare i piatti dal nome creativo ma di sostanza, come è questo locale e il quartiere che lo ospita.


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