Il liberty milanese fra terme sotterranee segrete e angoli romantici

SHARE


Il liberty milanese rappresenta una delle più belle e molteplici espressioni dell’Art nouveau in Italia. Sono tantissimi i gioielli architettonici e le preziosità artistiche che potrai ammirare, specialmente nella zona di Porta Venezia. Palazzi, mostre e addirittura delle terme segrete nascoste nel sottosuolo: una vera perla del liberty tornata visitabile da poco e solo in occasioni speciali. Andiamo insieme alla scoperta dello stile più romantico e sognante che ci sia!

L’esempio più antico di liberty milanese si trova al civico 47 di Corso Venezia. Passeggiando per quella che da sempre è considerata una delle strade più eleganti di Milano, ti accorgi di come la linearità dei suoi edifici neoclassici sia spezzata dalla monumentalità prorompente di Palazzo Castiglioni. Osservi l’imponente facciata realizzata fra il 1901 e il 1903 da Giuseppe Sommaruga e a colpirti è soprattutto il movimento scultoreo dei basso e alto-rilievi che la adornano, fra motivi floreali e putti. Il Palazzo, progettato in uno stile rivoluzionario per volontà di un imprenditore che desiderava affermare simbolicamente l’ascesa della nuova borghesia, fu considerato all’epoca provocatorio: umoristicamente definito Ca’ di ciapp (“casa delle chiappe”!) per via delle statue di due donne seminude all’ingresso – poi trasferite per non suscitare ulteriore scandalo – non mancherà di sorprenderti.

All’angolo fra via Malpighi e via Sirtori, invece, trovi Casa Galimberti, altro splendido esempio di liberty milanese, progettata da Giovanni Battista Bossi fra 1903 e 1905. Alla vista delle piastrelle decorative in ceramica che rivestono la facciata per ben 170 metri quadri, rimarrai a bocca aperta: accanto a finestre e balconi del primo piano appaiono, in colori vivaci su fondo dorato, figure femminili in languide pose, mentre i piani successivi presentano motivi floreali, innalzando idealmente il giardino delle fanciulle verso il cielo.

Sempre in via Malpighi, al numero 12, raggiungi Casa Guazzoni. Pur essendo stata realizzata dallo stesso Bossi fra 1904 e 1906, ti accorgi subito di come questo bell’edificio declini il liberty in maniera del tutto differente dal precedente. In questo caso, infatti, a colpirti è la ricchezza dell’apparato scultoreo in cemento e ferro battuto: non ti stancheresti mai di osservare i dettagli dei putti che sembrano sorreggere i balconi al primo piano, sui quali a loro volta sono montate colonne così finemente realizzate da rendere l’intera facciata un vero e proprio gioiello.

Ma è un altro il tesoro segreto del liberty di Porta Venezia: nel sottosuolo di Piazza Oberdan si nasconde l’Albergo Diurno Venezia, un luogo d’altri tempi dal fascino imperituro. Controllando il sito del FAI, grazie al cui lavoro l’Albergo ha finalmente riaperto i battenti dopo anni di abbandono, scopri le date in cui è possibile visitarlo. Scendi le scale per raggiungere la metro e sulla sinistra trovi l’ingresso dei meravigliosi bagni pubblici progettati da Piero Portaluppi tra il 1923 e il 1925. Attraversi l’atrio, che ospitava un fotografo e un’agenzia viaggi, per poi ritrovarti in un salone da cui si accedeva a una barberia e a una sala per manicure, i cui locali – ancora accessoriati – ti permettono di respirare il profumo di un’altra epoca. Dal salone accedi alle terme, affacciate su un corridoio centrale su cui regna la statua di Igea, la dea della salute. Qui troverai dei bagni di lusso, promiscui, con ancora vasche e docce: ben 1200 metri quadri di superficie per immergerti nell’atmosfera liberty di una spa come non ne hai mai viste prima.

L’Art nouveau a Milano non è solo architettura: fino al 20 marzo 2016 puoi visitare a Palazzo Reale l’affascinante mostra dedicata ad Alfons Mucha, artista per eccellenza del liberty internazionale. Mentre ti aggiri fra le oltre 200 opere del pittore della Moravia – tele, ceramiche, vetri, mobili, disegni e sculture – la raffinatezza dei suoi decori, delle sue donne ammantate di drappi e di fiori, ti regala l’incanto di uno stile unico, che fu tutto votato – esattamente come il capoluogo lombardo – alla bellezza e all’innovazione.

  • Palazzo Reale

    Piazza del Duomo, 12 Milano

    39 0254915

Our writers' favourites

X
- Enter Your Location -
- or -