Milano: tra mistero e fantasmi

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Moderna, razionale, la capitale finanziaria del Paese. Ma non è solo questo, Milano. Nascosti da una coltre di nebbia, mistero, magia ed esoterismo qui la fanno da padroni.

Iniziamo dalla Chiesa di San Bernardino alle Ossa. Costruita a metà del XII secolo, ha subito continue ristrutturazioni, e il suo fascino sta nelle singolari “decorazioni” scelte per le pareti: ossa e teschi, disposti a formare croci e lettere. Ma a chi appartengono i resti che tappezzano questa chiesa di Milano? Mistero, fino a un certo punto. Poi si scoprì che appartenevano a rifugiati, religiosi e condannati al Patibolo. Alcuni sostengono che fra le ossa sia possibile scorgere mummie perfettamente conservate. E che nella notte dei Morti, i defunti si mettano a danzare.

Vuoi sposarti in Duomo? Si dice che se scatti una foto ai presenti, tra loro scorgerai una giovane donna sconosciuta, vestita di nero. E’ Carlina, giovane di Schignano (Como) che venne a Milano in viaggio di nozze, vestita a lutto per sfuggire alla pratica, allora ancora in voga, dello ius primae noctis. Salita sul Duomo in una giornata nebbiosa, fu terrorizzata dalle statue più spaventose e precipitò nel vuoto. Il suo corpo non fu mai trovato. In epoca recente, nella chiesa vennero avvistati dei pozzi profondi: forse Carlina precipitò lì dentro?

Altra chiesa e altra storia, sempre all’insegna del mistero. Fuori da Sant’Ambrogio si trova una colonna corinzia in marmo, denominata “Del diavolo”. Ritenuta un ponte fra il nostro mondo e quello dei morti, presentava due fori da cui si diceva uscisse puzza di zolfo e nei quali bisognava infilare le dita per scacciare il malocchio (di recente sono stati però tappati). Leggenda vuole che all’origine dei fori ci sia un incontro fra Sant’Ambrogio e Satana. Il diavolo tentò Ambrogio, che lo scaraventò contro la colonna. Poi, rimasto incastrato per giorni (i buchi sono il segno delle corna), tornò da dove era venuto: l’Inferno.

A Milano tocca il triste primato nella caccia alle streghe. In città questa pratica iniziò con quasi un secolo di anticipo rispetto alla bolla papale del 1484. Le vittime – affette da problemi mentali e non certo da stregoneria – venivano bruciate in piazza della Vetra. La sede dell’Inquisizione era presso la Basilica di Sant’Eustorgio (tre curiosità: la chiesa ospita la tomba dei Re Magi, sul campanile campeggia una stella cometa e nel piazzale c’è la statua dell’inquisitore San Pietro da Verona ritratto come morì: con un falcetto conficcato in testa).

Neanche i Templari, ordine militare e religioso che con l’esoterico ha molto da spartire, mancarono a Milano. Arrivati in città nel 1135, si stabilirono nelle loro commende (cioè i fondi assegnati loro in quanto appartenenti all’ordine) poco fuori Porta Romana. Presero poi possesso nella zona del “brolo” (un bosco alle porte della città). A ricordarli oggi alcune indicazioni topografiche: via Brolo, via Broletto, piazzetta San Nazaro in Brolo e, naturalmente, via della Commenda.

Dulcis in fundo, i fantasmi: apoteosi della Milano misteriosa, molti concentrati nel parco Sempione. Lo spettro di Ludovico il Moro tenta ancora la fuga, all’altezza della Ponticella del Duca. Accanto alla Fontanella dei Leoni, c’è il fantasma di Bianca Giovanna Sforza, morta quattordicenne dopo neanche un anno di matrimonio. Ma l’apparizione più terrificante è quella di Bianca Maria Scappardone, mantide religiosa ante litteram, che nel Cinquecento fece collezione di amanti. Dopo aver spinto uno a ucciderne un altro, fu condannata e decapitata. La sua testa, esposta per giorni, si dice aver ispirato il pittore Bernardino Luini nella realizzazione dell’affresco della decapitazione di Santa Caterina d’Alessandria in una cappella del Monastero Maggiore di corso Magenta.

Via San Bernardino

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