Leonardo: da Vinci a Milano

SHARE


Lunga, felice e proficua la storia d’amore tra Leonardo da Vinci e la città di Milano, che lo accolse degnamente e che lui rese migliore. Il genio toscano vi arrivò nel 1482, presentandosi trentenne alla corte di Ludovico di Moro con una lettera in cui enumerava le sue abilità di ingegnere, architetto, scultore, pittore e musicista. Per 17 anni ci fu il suo zampino in tutto ciò che d’importante accadde in città (gli fu chiesta anche una consulenza architettonica sul Duomo). Poi la caduta degli Sforza per mano dei francesi lo portò in altri lidi. Ma, come molte storie d’amore, anche questa ha un ritorno di fiamma, che si consumò fra il 1506 (dietro invito del governatore D’Amboise) e il 1516.

La sua opera più famosa, l’affresco dell’Ultima cena, è conservata nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. A causa dell’umidità, ha avuto bisogno di svariati restauri, l’ultimo durato un ventennio. Di grande fascino e suggestione, ha ispirato anche Dan Brown nel suo best seller Il Codice da Vinci. Di chi è la mano che impugna il coltello? E se alla destra del Cristo ci fosse Maria Maddalena?

Appena successivo è l’affresco che decora la Sala delle Asse del Castello Sforzesco.

Ma Leonardo imperversa in molti altri punti della città. In primo luogo presso il Museo della Scienza e della Tecnologia, che ne porta il nome. A lui è dedicata un’ampia sezione che espone dei modelli realizzati a partire da suoi disegni (c’è di tutto: dal paracadute al ventilatore, dal ponte girevole alla trivella) più i disegni stessi, una mostra incentrata sugli anni milanesi e svariati laboratori a lui ispirati organizzati nel weekend per i bambini.

Di Leonardo restano oggi oltre cinquemila pagine di appunti, disegni e progetti redatti con la sua peculiare grafia a specchio, orientata da destra a sinistra. Alla sua morte, questo patrimonio subì varie traversie, tanto da venire smembrato e disperso in dieci codici fra Italia, Francia e Spagna.

A Milano si trovano il Codice Atlantico (presso la Biblioteca Ambrosiana, dodici volumi rilegati in pelle e oltre mille fogli che trattano vari argomenti: geometria, astronomia, botanica…) e il Codice Trivulziano (presso la Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco: 55 carte in prevalenza di studi di architettura militare e religiosa).

Ma a Milano del genio di Vinci c’è ancora moltissimo da vedere. All’ingresso dell’Ippodromo troviamo un cavallo in bronzo, realizzazione moderna (grazie ad artisti e mecenati americani) di un suo progetto mai completato (la statua equestre di Francesco Sforza, commissionata dal figlio Ludovico il Moro). Alto oltre sette metri e dal peso di dieci tonnellate, è anche il simbolo del Festival del cinema internazionale di Milano.

Se vogliamo “incontrare” Leonardo, possiamo farlo non nella piazza a lui intitolata (vicino al Politecnico), bensì in piazza della Scala, dove si trova il monumento ottocentesco a lui dedicato, a opera di Pietro Magni, che lo vede circondato, più in basso, da quattro suoi allievi. Sapete come i milanesi chiamano questo monumento? “On liter in quater” (un litro in quattro), perché la sua forma ricorda quella di una bottiglia con quattro bicchieri.

Merita poi un sopralluogo la Conca delle Gabelle, in via San Marco, progettata da Leonardo ma realizzata da altri.

Da non dimenticare la Pinacoteca Ambrosiana (suo il Ritratto di musico) e la Pinacoteca di Brera (molte le opere dei suoi allievi).

Dulcis in fundo la vigna di Leonardo, un luogo di grande pace e bellezza proprio di fronte a Santa Maria delle Grazie, donatogli dagli Sforza: sono le vigne coltivate dal grande toscano 500 anni fa, ora ricreate da un team di enologi.

Museo della Scienza e della Tecnologia

21 Via San Vittore Milano Lombardia 20123

02 485551

Get Directions
[gmw_results]

Our writers' favourites

X
- Enter Your Location -
- or -