La Fondazione Prada: cultura, design, riqualificazione urbana

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Milano sta vivendo un periodo di grande fervore, e l’apertura di una nuova sede – dopo quella di Venezia – della Fondazione Prada, ne è una delle testimonianze più chiare. Inaugurata a maggio, quella della Fondazione Prada è una prestigiosa e originale sede espositiva che ben raccoglie alcune delle caratteristiche distintive del capoluogo lombardo: cultura, design, riqualificazione urbana. Il tutto a opera di una delle più celebri griffe della moda.

Sei nella zona sud di Milano, precisamente fra Piazzale Lodi e via Ripamonti, e ti trovi di fronte a un ex complesso industriale. Si tratta di una distilleria dei primi del Novecento ristrutturata, cui sono state aggiunte tre nuove costruzioni. La trasformazione del complesso è opera dello studio di architettura OMA, guidato da Rem Koolhaas. Già da fuori ti salta all’occhio la Haunted House, l’edificio più alto, di cui ti stupisce il colore dorato. Ma ti stupirà ancor più sapere che l’effetto cromatico è stato ottenuto ricoprendo i muri dell’edificio di uno strato di foglia d’oro!

Una volta all’interno, invece, a colpirti per primo sarà probabilmente il corpo centrale che, attraverso le sue superfici vetrate, lascia già intravedere – invogliandoti a entrare – ciò che è in mostra al momento.

La visione d’insieme dei vari corpi della struttura e dei camminamenti scoperti che li collegano ti fa sentire in un “altrove” sorprendente ma al contempo confortevole: la linearità delle prospettive, unita a una certa atmosfera sospesa, fa tornare alla mente alcune opere di De Chirico.

La Fondazione Prada ospita mostre temporanee e due progetti permanenti. Sotto l’egida della Fondazione è anche nata, nel 1997, un’opera site specific, cioè progettata appositamente per lo spazio in cui è esposta. Si tratta di “Untitled” di Dan Flavin: un’installazione di luci che, con tubi a fluorescenza, illumina e connota la chiesa di Santa Maria in Chiesa Rossa, in via Neera 24, a tre chilometri e mezzo dalla sede della Fondazione.

Quanto ai progetti permanenti, l’installazione senza titolo concepita da Robert Gober, insieme a due opere di Louise Bourgeois e ad altre opere dello stesso Gober, occupa la Haunted House. Questo spazio, però, non fa parte del normale percorso espositivo e può essere visitato solo su prenotazione da gruppi di massimo venti visitatori alla volta.

Scendendo al piano interrato del Cinema della Fondazione (sì, c’è anche un cinema!), potrai invece ammirare il secondo progetto permanente: un’opera “grottesca”, in tutti i sensi. “Processo grottesco” di Thomas Demand, infatti, non è altro che la ricostruzione, a partire da una fotografia, di una grotta dell’isola di Maiorca che l’artista ha realizzato servendosi di trenta tonnellate di cartone, per poi fotografarla a sua volta. L’installazione è affiancata da materiali come cartoline, guide turistiche e illustrazioni che documentano il processo che ha condotto alla realizzazione della fotografia.

Fra temporanei e permanenti, i percorsi espositivi sono al momento sei, cui bisogna aggiungere il cinema, con il suo calendario di rassegne e proiezioni speciali, la biblioteca (di prossima apertura) e l’Accademia dei bambini, che nel weekend propone attività e laboratori. Una visita alla Fondazione Prada può quindi durare mezza giornata o persino un giorno intero. Anche perché è un luogo interessante a prescindere dalle sue esposizioni. Persino il bar, che serve prevalentemente panini e dolci, appaga gli occhi oltre al palato: l’ha progettato, prendendo a modello i vecchi bar italiani degli anni Cinquanta e Sessanta, il regista Wes Anderson (lo stesso di “I Tenenbaum” e di “Grand Budapest Hotel”), e vi si respira il tipico clima surreale e retrò dei suoi film.

Fondazione Prada

2 Largo Isarco Milano Milano 20139

+39 02 5666 2611

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