Il Museo del Novecento, tempio dell’arte moderna da scoprire e riscoprire

SHARE


Sapevi che uno dei più noti dipinti italiani si può ammirare gratuitamente a pochi passi dal Duomo? È solo una delle sorprese che ti riserverà la visita al Museo del Novecento, inaugurato a fine 2010 e divenuto in breve uno dei templi dell’arte moderna italiana. Nei suoi cinque piani di esposizione sono racchiusi celebrati capolavori e curiosità meno note. Con ogni probabilità non ti sarà sufficiente una sola visita per scoprirlo tutto, e una volta finito il primo giro ti resterà la voglia di tornarci per un approfondimento.

Il Museo del Novecento ha sede nell’Arengario, il cui edificio si affaccia su piazza del Duomo, di fronte alla galleria Vittorio Emanuele II. L’ingresso è da una via laterale, accessibile a piedi dalla piazza.

Il percorso inizia salendo una rampa color acqua quasi a chiocciola, che ricorda un po’ l’ansa di un fiume. Puoi approfittare dell’audioguida, servizio acquistabile accanto alla biglietteria, che ti accompagnerà attraverso tutte le sale del museo. La visita con audioguida dura circa due ore, ma è possibile selezionare solo le sale di interesse, se si ha meno tempo a disposizione.

In cima alla scala ti accoglie il celebre dipinto “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pelizza da Volpedo, un capolavoro che si è scelto di rendere visibile a tutti: è infatti nella parte del museo accessibile anche a chi non ha comprato il biglietto. L’impatto è forte, sia per la notorietà e il forte valore simbolico dell’opera, sia per le sue notevoli dimensioni: occupa infatti quasi tutta la parete.

Dopo l’emozione de “Il Quarto Stato” accedi alla prima sala e subito ti imbatti in dipinti di Picasso (la sua “La femme nue” rientrerà a fine ottobre 2016), Modigliani, Braque, Kandinsky, Mondrian… L’area è dedicata all’avanguardia internazionale, mentre tutto il resto del museo si occupa dell’arte moderna italiana.

La sala successiva ospita diverse opere di Boccioni, tra cui il suo famoso dipinto “La signora Virginia” e anche delle sculture, come ad esempio “Sviluppo di una bottiglia nello spazio”. Fanno da cornice all’esposizione alcune belle colonne marmoree che arrivano fino al soffitto (anche quest’ultimo degno di nota per le decorazioni).

Proseguendo nella visita vedrai opere di Carlo Carrà (come “Il cavaliere rosso”), Giorgio Morandi, Giorgio de Chirico (tra cui il dipinto a olio “Autunno”), Arturo Martini (da notare: “La sete” e il monumento in pietra di Vicenza “I morti di Bligny trasalirebbero”), Felice Casorati (“Manichini”), Gianfilippo Usellini (“Il coro”), Mario Sironi (tra cui “Paesaggio urbano” e l’opera in gesso patinato “Cariatide”). Diversi anche i lavori di Lucio Fontana, tra cui “Signorina seduta”, e di Renato Guttuso (“Uomo che dorme”). Tra gli artisti è presente anche Fausto Pirandello (“Il remo e la pala”), figlio del famoso scrittore Luigi.

Le scale mobili accompagnano il visitatore da un piano all’altro, fino al quinto piano, dove ti accoglierà un panorama mozzafiato su piazza del Duomo (la parete è interamente a vetrata): davanti a te la famosa galleria milanese, sulla destra il Duomo in tutta la sua maestosità, abbassando gli occhi sulla piazza il monumento equestre a Vittorio Emanuele II… una veduta impareggiabile.

A questo punto, non perderti la sala allestita nel soppalco e interamente dedicata a Lucio Fontana: vi si accede dalla scala adiacente alle scale mobili ed è facile che passi inosservata, perché non ci sono cartelli né indicazioni. Proprio lì potrai ammirare da vicino diverse sue opere con i famosi tagli nella tela.

Scendendo dal soppalco, la visita proseguirà attraverso le sale del quinto piano, con opere di Bruno Munari, Piero Dorazio, Osvaldo Licini (tra le altre da segnalare è “Angelo ribelle su fondo giallo”), Enrico Castellani (“Superficie bianca”) e molti altri artisti. Il percorso termina scendendo con le scale mobili fino al secondo piano, per visitare le sale dedicate all’arte programmata e cinetica, che ti daranno la giusta energia al termine di un viaggio artistico così ricco e innovativo.

Al Museo del Novecento alcune opere della sezione cinetica sono inoltre visitabili o, meglio, sperimentabili in prima persona, firmando una liberatoria. Il personale museale ti chiederà se vuoi accedere all’interno di questi allestimenti: sarà un’occasione unica per vivere l’arte non più solo come semplice spettatore!

Our writers' favourites

X
- Enter Your Location -
- or -