Il Mudec e la zona Tortona-Solari

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È solo l’ultima delle attrazioni nate in questo quartiere così singolare di Milano, un tempo area industriale ai bordi della città e oggi luogo di creatività e sperimentazione: parliamo del Mudec, Museo delle Culture, in via Tortona 56. Uno spazio di 17mila metri quadri, frutto del recupero di una parte delle ex-acciaierie Ansaldo (un’area di 70mila metri quadri considerata “archeologia industriale”), il cui obiettivo dichiarato è quello di testimoniare la ricchezza delle diverse culture del mondo. Progettato dall’architetto britannico superstar David Chipperfield, è formato da varie strutture squadrate rivestite di zinco, all’interno dei quali irrompe una struttura in cristallo.

Ospita esposizioni temporanee e una collezione permanente, quest’ultima visitabile a partire dal prossimo autunno.

Se da una parte il Mudec è l’emblema della Milano che in questi mesi con l’Expo accoglie milioni di visitatori da tutto il mondo, dall’altra è anche il nuovo simbolo di un quartiere che fino a 20 anni fa era conosciuto da pochi e che oggi è uno dei più entusiasmanti da visitare: la zona Tortona-Solari. Da diversi anni quest’area, che si sviluppa lungo due strade parallele, via Tortona e via Savona, alle spalle della stazione di Porta Genova, è stata interessata da un importante processo di riconversione. Molte strutture industriali sono state dismesse e trasformate in uffici, showroom, studi fotografici, alberghi, spazi espositivi.

Per immergerti al meglio nell’atmosfera di questo quartiere, ti suggeriamo di iniziare il percorso dalla stazione di Porta Genova. Sali sul ponte di ferro che sovrasta i binari e che ti porta dritto in via Tortona, e non stupirti se accanto a te noterai uno strano viavai di modelle. In una delle prime traverse sulla sinistra, al civico 13 di via Forcella, ha sede il Superstudio 13, il mitico studio fotografico fondato dall’editore Flavio Lucchini nel 1983, quando intuì che quel vecchio deposito di locomotive di Porta Genova che si trovava lì fosse il posto giusto per farne gli studi fotografici di capi di moda della sua nuova casa editrice. Oggi ospita 13 studi, tuttora frequentati dai migliori art director del mondo. Il Superstudiopiù, poche centinaia di metri più in là, in via Tortona 27, è la sua costola, aperta nel 2000, ma con un altro fine: ex-sede della General Electric, ospita showroom temporanei e permanenti, ed è considerata un’istituzione nel campo degli eventi.

Tra questi due indirizzi, all’angolo tra via Tortona e via Bergognone, ecco un altro mirabile esempio di riconversione: si tratta degli ex palazzi delle Poste, oggi quartier generale della Deloitte, società di consulenza aziendale: quattro edifici indipendenti che si affacciano su una piazza centrale interna e che costituiscono la sede di lavoro per 1.300 persone. Artefice del progetto è lo studio Mario Cucinella Architects, che ha scelto il vetro per l’edificio che si affaccia su via Bergognone e toni dall’ocra al rosso per l’ingresso su via Tortona.

Imboccando via Bergognone, al civico 59, spingiti fino al Teatro Armani: è il primo esempio a Milano di architettura industriale riutilizzata con finalità artistiche. Occupa 3.400 metri quadri dei 12.000 dell’ex fabbrica della Nestlé. Sede delle sfilate e degli eventi di Giorgio Armani, è stato riconvertito dall’architetto giapponese Tadao Ando, celebre come il suo committente per il suo design minimalista, utilizzando i tre elementi a lui più congeniali: cemento, acqua e luce.

Ma per una visita davvero speciale, questa volta all’interno di uno di questi edifici, non perderti i Laboratori Ansaldo. Cosa sono? Capannoni, freddi in inverno e caldi d’estate, in cui sono preparati i costumi, le scenografie e gli arredi degli spettacoli che si tengono al Teatro alla Scala. Visita guidata obbligatoria, prezzo: 5 euro. Da non perdere.

Mudec

56 Via Tortona Milano Lombardia 20144

0254917

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