Corso Magenta e i suoi segreti

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Non solo Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo: corso Magenta ha molte altre frecce al suo arco.

Il nostro viaggio inizia nella zona delle cosiddette cinque vie: via San Giovanni sul Muro (che sfocia in largo Cairoli), via Meravigli (che ci porta in piazza Cordusio), via Santa Maria alla Porta (che punta verso piazza Affari), via Brisa e corso Magenta, appunto. Una deviazione nella piccola via Brisa ci regala, in una cornice di verde, i resti del palazzo imperiale costruito da Massimiano intorno al 291, quando Mediolanum era capitale dell’Impero romano d’Occidente.

Per ritrovare la strada del corso, basta seguire gli effluvi provenienti dalla storica pasticceria Marchesi: tutto ottimo (caffè, cappuccino, pasticcini e torte) in un locale che conserva l’atmosfera del tempo che fu. Stessa atmosfera si respira in tutto corso Magenta, dove i negozi spesso spiccano per classe e ricercatezza: da La casa del bianco (che in vetrina espone livree e uniformi per personale di servizio) a Jo Malone (boutique di fragranze in stile british), da Ercolessi (storico negozio di penne, in città dal 1921) a Buscemi (punto di riferimento per gli appassionati di musica di qualità). Il tutto passando per drogherie, bistrot, antiquari, coltellerie, negozi di guanti, orologi e design.

Ed eccoci a Palazzo Litta: costruito fra il 1648 e il 1670 da Francesco Maria Richini, nel Settecento ospitò fastosi ricevimenti della famiglia Arese, imparentatasi con i Visconti Borromeo e i Litta (da cui prese il nome). Interessante la facciata per ricchezza e commistione di stili. Sempre di Richini il cortile, uno dei più belli del periodo. Il teatro ha sede nell’ex cappella.

Sul lato opposto, penalizzata da una facciata un po’ anonima, troviamo la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, un tempo sede del più importante monastero femminile della città. Di origine antichissima, venne ricostruita nel Cinquecento. Di grande valore gli affreschi che si trovano sia nella chiesa che nel coro dell’ex monastero, tra cui spiccano quelli di Bernardino Luini. Non a caso, la chiesa si è meritata l’appellativo di “Cappella Sistina di Milano”. Notevole anche l’organo cinquecentesco.

Pochi passi e ci troviamo di fronte al Museo Archeologico, che presenta varie sezioni. Quelle greca, etrusca, romana, barbarica e del Gandhara sono ospitate nell’ex Monastero Maggiore, mentre quelle preistorica ed egizia nel Castello Sforzesco.

All’incrocio con via Carducci si trova il Bar Magenta, storico locale cittadino (fondato nel 1907), da vedere per gli arredi in stile Liberty e il bancone circolare in legno.

Al civico 57 di corso Magenta si trova un piccolo grande museo che, con la tecnologia del presente, ci racconta un passato lontano. È il Museo Martinitt e Stelline, che espone archivi e libri dei due orfanotrofi cittadini nati nel Cinquecento (il primo per i maschi, il secondo per le femmine) e della struttura per anziani Pio Albergo Trivulzio (fondato nel 1791) dal 1800 al 1961. Grazie a tecniche multimediali, è possibile “toccare con mano” la realtà quotidiana dei piccoli orfani e partecipare attivamente a una lezione in classe di fine Ottocento. Una curiosità: crebbe ai Martinitt l’uomo più ricco d’Italia, il fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio.

Dulcis in fundo Santa Maria delle Grazie, fatta realizzare da Ludovico il Moro, uno dei più fulgidi esempi di basilica rinascimentale. Del complesso fanno parte anche un chiostro e il refettorio che ospita l’Ultima cena di Leonardo.

Museo Archeologico

2 Via Bernardino Luini Milano Lombardia 20123

02 88465720

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