A Milano, cibo è la nuova parola d’ordine

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Milano e cibo: un binomio indissolubile in una città da sempre attenta alla qualità e varietà della sua ristorazione. Basti pensare ai suoi chef stellati (Cracco, Berton, Oldani), ai suoi ristoranti regionali, alle possibilità offerte dall’abbondanza di cucina straniera e da quella di pesce, considerato il più fresco d’Italia. Ma negli ultimi mesi, complice Expo, ai ristoranti milanesi si sono affiancati alcuni format innovativi che coniugano il consumo di cibo alla vendita di prodotti gastronomici.

È così per Eataly, aperto nel marzo 2014 negli spazi dell’ex-Teatro Smeraldo, in piazza XXV Aprile, dove i prodotti sono selezionati con l’obiettivo di garantire alta qualità a prezzi sostenibili e raccontano la storia del territorio di provenienza. Le mozzarelle di Miracolo a Milano fatte con il latte crudo, la carne di razza bovina piemontese dell’associazione di allevatori La Granda, i salumi del Paniere della Lombardia: tutti questi cibi sono in vendita, ma costituiscono anche ingredienti importanti dei numerosi ristoranti interni. Stesso discorso vale per il Mercato del Duomo, aperto il 1° maggio 2015: i produttori presenti al suo interno, dal pane alla frutta, dai dolci alla gastronomia, sono stati selezionati dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Gli stessi prodotti che vengono proposti al banco possono essere assaggiati nel bistrot interno. Diverso il format del Mercato Metropolitano, a Porta Genova, che richiama quello di una sagra di paese: in uno spazio di 15mila metri quadri si allineano gli stand di prodotti alimentari (focacce, piadine, pasta fresca, birra, vino) e i furgoncini dello street food, da consumare su uno dei tavoli di legno all’aperto. In tutti e tre gli esempi citati, l’imperativo è la valorizzazione dei piccoli produttori, il controllo delle materie prime, la ricerca della qualità. I milanesi, e anche i tanti turisti di questo periodo, ci credono e li prendono d’assalto: il Mercato Metropolitano ad esempio, nato come progetto temporaneo destinato a concludersi con Expo, prolungherà la sua durata almeno fino a dicembre 2015.

Insomma, l’offerta gastronomica è molto vasta e le novità non mancano. Ma Milano ha sempre saputo trattarsi bene in quanto a scelte alimentari. I nuovi locali, infatti, convivono e si integrano perfettamente con le botteghe storiche della città, che non hanno perso il loro appeal e che rimangono vere e proprie icone del gusto. Nella pasticceria Cova, fondata ben due secoli fa (nel 1817) in piazza della Scala, all’angolo con via Verdi, dove si riunivano poeti, musicisti e patrioti, è stata tramandata l’inimitabile e segreta ricetta del panettone, ancor oggi fedelmente seguita nel negozio di via Montenapoleone (aperto nel 1950). Giovanni Galli, in Corso di Porta Romana 2, è invece l’indirizzo preferito, dal 1911, dagli appassionati di marron glacés, praline o boeri. Ora come allora, la preparazione è tutta fatta a mano, senza l’aggiunta di conservanti. Infine la regina delle gastronomie: Peck, in via Spadari 9. Fondata da un salumiere di Praga, Francesco Peck, nel 1883, è uno dei luoghi-culto della città. Qui puoi trovare carni selezionatissime, la bresaola interamente preparata nei laboratori interni, il culatello di Zibello o il jamon iberico Joselito (ottenuto da maiali che per mesi vengono nutriti solo con ghiande). E ancora formaggi scelti dai migliori casari, forme di parmigiano reggiano invecchiate fino a sette anni, pasta fresca preparata ogni giorno nella cucina a vista. O i prodotti gourmet, come funghi porcini, foie gras, tartufo, caviale e bottarga. Al negozio (che comprende un’enoteca con oltre 30mila etichette) si affiancano due ristoranti: Al Peck e Peck Italian Bar. L’appetito vien mangiando.

Peck

9 Via Spadari Milano Lombardia 20123

02 8023161

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